Per una nuova rivoluzione culturale

“mi batterò affinché la scuola torni ad avere la sua funzione di formazione e selezione, sfornando persone preparate .”

Un tempo, durante gli anni della contestazione studentesca, chi si ribellava allo status quo, chi voleva mostrare il volto del rivoluzionario, sceglieva la strada più diretta: negare la funzione dello studio con un voto minimo all’università; il 18 politico … generando però folle di ignoranti.

Oggi, nell’era dell’ignoranza, e ignoranti lo siamo diventati parecchio, il paradigma si rovescia, e il vero ribelle, è colui o colei che studia con rigore, passione e responsabilità.

L’ignoranza, nasce dal non studiare, cosa celebrata dalle nuove fonti della conoscenza: la tv, il web, i social, dove conta l’approssimazione dell’attimo fuggente.
Il ribelle oggi studia, si prepara e si oppone alla decadenza frutto dell’ignoranza, rivalutando non solo la sua personale conoscenza, ma la stessa funzione della scuola.
Studiare per ribellarsi, per non piegare la testa di fronte al prepotente di turno, studiare per non sprecare i talenti, le opportunità, il presente e il futuro, ma per essere attrezzati a reagire a tutto ciò che non ci convince.

Se potrò rappresentarvi in Europa mi batterò affinché la scuola torni ad avere la sua funzione di formazione e selezione, sfornando persone preparate con una pianificazione a livello europeo dei profili necessari alla richiesta del mondo del lavoro, e non solo ragazzi esperti di social per un nuovo ’68 a partire dal 2019.

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