Perché mi candido

Avendo ricevuto molto dal mio Paese, ritengo doveroso dare un contributo, per quanto nelle mie possibilità, per il superamento di questo momento di forte crisi materiale e morale della società e delle Istituzioni tipico di cambiamenti d’epoca, crisi che, con particolare forza, attanaglia anche l’intero nostro Continente ed il percorso di integrazione comunitaria che necessita di particolare coraggio e determinatezza perché possa essere portato ad effettivo compimento, con la realizzazione degli Stati Uniti d’Europa.

Percorso che dovrà comportare il superamento di una UE burocratica ed inefficiente rispetto ai bisogni effettivi dei cittadini per giungere alla meta finale di una vera Europa dei popoli.
Il cambiamento d’epoca si percepisce fortemente anche nella politica italiana che vive un momento di transizione tra la seconda repubblica, caratterizzata da partiti personalistici, e la terza repubblica che, confido, porterà a riscoprire in chiave moderna del terzo millennio le radici di alcune grandi culture politiche tra cui quella che mi appartiene, la cultura popolare.
Con il governo giallo/ verde sono saltati tutti gli schemi degli ultimi venti anni, i partiti tradizionali sono in forte crisi e ad essi si sono sostanzialmente sostituite le formazioni nuove o rinnovate come M5S e Lega, che rappresentano in qualche modo una nuova forma di sinistra di governo e di destra di governo.
Manca un nuovo centro e proprio questo è il progetto dei Popolari per l’Italia che, con le elezioni europee, hanno dato inizio alla costruzione di una grande formazione popolare moderata chiaramente inquadrata nel Partito Popolare Europeo, di cui porta il simbolo, con radici ideali e pragmatiche che fanno riferimento alla Dottrina Sociale della Chiesa ed alla tradizione sturziana, che fanno della tutela della persona in ogni suo aspetto e della realtà e concretezza i propri punti di forza.
Proprio di ciò hanno bisogno il nostro Paese e l’Europa tutta, di verità, realtà e concretezza, non certo del tribuno di turno che prometta la qualsivoglia per ottenere consenso elettorale e poi si trova a scontrarsi con i problemi veri.
L’europeismo e l’antieuropeismo sono mera retorica, due facce della stessa medaglia, ed ognuna cade miseramente sui temi veri, sulle scelte di politica economica e dei mercati, sul grande tema di un’immigrazione sicura, integrante e produttiva, sull’inverno demografico, sulla tutela della famiglia, senza la quale non ci sarà un futuro.
Ecco su questo voglio impegnarmi, sui temi reali e concreti, per una difesa comune, con la quale saremo più sicuri e, spendendo molto meno, libereremo risorse, per una politica estera comune, che ci consentirà di contare di più ai tavoli con le grandi potenze mondiali, per una immigrazione sicura e produttiva, per la quale abbiamo in cantiere proposte di progetti comunitari innovativi, per una più semplice effettiva erogazione dei fondi europei alle aziende ed al terzo settore, per la valorizzazione delle eccellenze italiane e del Made in Italy.
Il tutto per uno sviluppo ed un progresso vero che ponga sempre al centro la persona, che consenta ai giovani di sposarsi e fare figli, a tutti di avere un tetto sopra la testa, agli imprenditori di incrementare i propri affari ed ampliare i mercati, ai professionisti di svolgere le proprie attività, così fondamentali per l’intera società, in tutta serenità, ai pensionati di vivere la terza e la quarta età senza preoccupazioni.

Proprio di ciò hanno bisogno il nostro Paese e l’Europa tutta, di verità, realtà e concretezza, non certo del tribuno di turno che prometta la qualsivoglia per ottenere consenso elettorale e poi si trova a scontrarsi con i problemi veri.

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